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Immanuel Kant
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Considerato uno dei filosofi più importanti del pensiero occidentale, fu il più significativo esponente dell'mwcaIlluminismo tedesco, anticipatore degli elementi basilari della mwcqfilosofia idealistica e di gran parte di quella successiva. Kant concepì la propria filosofia come una rivoluzione filosofica (o "mwcgrivoluzione copernicana"), volta a superare il mwcwdogmatismo mwdametafisico, che per Kant caratterizzava il pensiero precedente, e ad assumere i caratteri di una ricerca mwdqcritica sulle condizioni del mwdgconoscere.

Benché non pochi elementi propri dell'mweaidealismo trascendentale kantiano siano stati nel tempo oggetto di notevoli critiche, soprattutto di natura mweqlogica (mwegBrentano, mwewBoole, mwfaFrege, mwfqRussell, mwfgWittgenstein, mwfwKripke)cite-ref-1[1]cite-ref-2[2] e nonostante uno dei pilastri della sua filosofia critica, vale a dire l'idealismo dei concetti di mwiaspazio e mwiqtempo, sia stato rigettato mwigin toto da molti esponenti della mwiwfisica contemporanea (mwjaEinstein e i suoi allievi)cite-ref-3[3], Kant rimane un pensatore fondamentale per la comprensione della mwkqfilosofia moderna, di cui è considerato dai critici una delle figure fondanti; è stato altresì evidenziato l'importante rapporto tra la filosofia kantiana e il mwkgRomanticismocite-ref-4[4].

Contents

Opere
Note

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Biografia

Le fonti: l'epistolario e i primi biografi

«Kant non ha altra biografia che la storia del proprio filosofare.»

(Otfried Höffecite-ref-5[5])

La maggior parte della sua biografia è conosciuta grazie a un mwowepistolario, ovvero un resoconto asciutto dei rapporti con gli studenti, i colleghi, gli amici e i parenti, ricco di interessanti dettagli sui rapporti intercorsi con alcune importanti personalità del secolo e sulle prime reazioni ottenute dal pensiero kantianocite-ref-hoffe10-6-0[6]. Importanti sono anche le prime biografie a lui dedicate, quali quelle di mwqaLudwig Ernst Borowskicite-ref-7[7]cite-ref-8[8]cite-ref-9[9]cite-ref-10[10] del 1804 e di Friedrich Theodor Rinkcite-ref-11[11] e a opera di persone che ebbero modo di conoscerlo e di frequentarlo anche in qualità di collaboratori.cite-ref-hoffe10-6-1[6] L'edizione italiana dell'epistolario di Kant non contiene lettere precedenti il 1761cite-ref-12[12], mentre le biografie menzionate lo ritraggono soprattutto a partire dalle esperienze che gli autori ebbero di Kant quando egli era sul finire della vita, per cui questo repertorio biografico rischia di produrre un ritratto sbilanciato verso la rigidità tipica dell'età senile, quando invece in generale Kant fu personaggio "socievole e, nel suo stile di vita, addirittura galante".cite-ref-hoffe11-13-0[13]cite-ref-14[14]

Le origini e l'infanzia

Kant nacque nel 1724 nella periferia di mwaaKönigsberg, allora capitale della mwaqPrussia Orientale e oggi, con il nome di mwagKaliningrad, capoluogo dell'omonima mwawoblast, exclave mwbarussa tra mwbqPolonia e mwbgLituania. Era quarto di nove figlicite-ref-hoffe11-13-1[13], dei quali solo cinque raggiunsero l'età adulta.cite-ref-15[15]

Nello stesso anno in cui nacque Kant, la città venne unificata a partire dai conglomerati di Altstadt, Löbenicht e Kneiphof. A Königsberg si affacciavano numerosi commercianti inglesi, che scambiavano articoli russi (cereali e bestiame) con vino e spezie. Aveva una mweastatura di un metro e cinquanta, tanto che sua madre lo aveva soprannominato mweqManelchen ("ometto"), e condusse una vita casta.cite-ref-16[16]

Kant riteneva che il nonno paterno fosse un immigrato mwfwscozzese, supposizione che non è possibile confermare: il bisnonno Richard era natio della mwgaCurlandia, anche se due delle sue figlie erano effettivamente sposate con scozzesi.cite-ref-hoffe11-13-2[13] Il padre di Immanuel, Johann Georg Kant (1682-1746), era un mwhqsellaio originario di mwhgMemel, al tempo la città prussiana più settentrionale (oggi Klaipėda, in mwhwLituania); la madre, Anna Regina Reuter (1697-1737), proveniente da una famiglia originaria di mwiaNorimberga e mwiqTubinga, era una seguace del mwigpietismo. Kant condivise dunque con molti illuministi tedeschi origini povere.cite-ref-hoffe11-13-3[13]

Al Collegium Fridericianum e all'università

L'educazione religiosa impartitagli dalla madre continuò anche al mwlgmwlwCollegium Fridericianum,cite-ref-17[17] che Kant frequentò dalla Pasqua del 1732 all'8 maggio 1740 e il cui direttore era da poco diventato Franz Albert Schultz (1692-1763). Costui era allievo di mwnqChristian Wolff e importante esponente del pietismo, nonché professore di teologia: soccorse finanziariamente, così come fecero altri amici di Kant, gli studi dell'indigente ragazzo.cite-ref-18[18]

Al Collegio, indicato dalla gente di Königsberg come un "rifugio di Pietisti", aveva larghissimo spazio un rigoroso mwowcatechismo: Kant vi studiò molto il mwpalatino, l'mwpqebraico (dall'mwpgAntico Testamento), poco il mwpwgreco antico (limitato al mwqaNuovo Testamento) e quasi per nulla le materie scientifiche.cite-ref-19[19]cite-ref-hoffe12-20-0[20] Kant ricorderà il mwsqFridericianum come una "schiavitù giovanile", e anche avanti negli anni vi penserà con "paura e angoscia"cite-ref-hoffe12-20-1[20]. In particolare per l'educazione religiosa, ricevuta nel Collegium così come per quella impartitagli nell'ambito familiare, Kant, ormai in tarda età, così commentava:

«Si dica del pietismo ciò che si vuole, le persone che lo vivevano veramente possedevano ciò che di più alto può possedere l'uomo: quella quieta serenità e pace interiore che nessuna passione potrebbe turbare. Nessuna privazione, nessuna persecuzione le addolorava, nessun contrasto le induceva all'ira o all'inimicizia. [...] I miei genitori, modelli di onestà, di probità e di ordine, senza lasciarmi un patrimonio (ma nemmeno debiti), mi hanno dato un'educazione che non potrebbe essere migliore dal punto di vista morale e per la quale nutro sentimenti di vivissima gratitudine ogni volta che penso a loro


Il 23 dicembre 1737 muore la madre: Kant è tredicenne. Il 24 settembre 1740, Kant, secondo miglior allievo della classe, si immatricolò all'mwvqUniversità di Königsberg, la cosiddetta Albertina, per intraprendere studi mwvgfilosofici, di mwvwteologia, di mwwaletteratura latina e di mwwqmatematica, completati nel semestre estivo 1746, dove fu allievo di mwwgMartin Knutzen (1713-1751),cite-ref-22[22] docente di logica e metafisica. L'interesse per mwxwNewton, scomparso nel 1727, ma anche per le scienze in generale, si manifestò proprio in questo periodo, probabilmente anche grazie al maestro Knutzen.cite-ref-23[23]

Kant ebbe contatti con studenti, colleghi, amici e commensali -tutti di sesso maschile, essendo le donne all'epoca escluse dall'universitàcite-ref-24[24]- che frequentavano la mw0qloggia massonica locale la quale aveva un orientamento non kantiano.cite-ref-25[25]cite-ref-26[26]

Kant si confrontò fin da subito con la mw2wfisica di Newton e con le obiezioni mosse da Leibniz nei riguardi dell'impianto newtonianocite-ref-hoffe12-20-2[20]. Infatti, ancor più che dall'illuminismo wolffiano, Kant si sentì attratto dalla fisica newtoniana. Già nel 1747 egli pubblicò uno scritto sul problema allora assai dibattuto delle forze vive, tentando la conciliazione fra il punto di vista cartesiano e quello leibniziano. Nel 1755 pubblicò mw4amw4qStoria universale della natura e teoria del cielo (mw4gAllgemeine Naturgeschichte und Theorie des Himmels); nonostante tale titolo, Kant si distacca da Newton su un punto fondamentale, in quanto sostiene che l'universo è spiegabile con il semplice ricorso alle leggi della natura, senza fare appello al divino architetto, come fa appunto Newton.cite-ref-27[27]

Nel 1746 morì il padre; Kant lasciò l'Albertina molto probabilmente all'inizio dell'estate del 1748, procurandosi da vivere come precettore presso la casa del pastore protestante Daniel Andresch, nella cittadina di Judtschen (odierna Veselovkacite-ref-28[28]), poi presso il maggiore von Hülsen all'incirca fino al 1753, infine presso il conte Keyserling.cite-ref-29[29]

È del 1746, pubblicato però solo nel 1749, il primo scritto sulle forze vive, dal titolo mw8gPensieri sulla vera valutazione delle forze vive e critica delle dimostrazioni delle quali il Signor Leibniz e altri studiosi di Meccanica si sono avvalsi in questa controversia, insieme ad alcune considerazioni preliminari riguardanti la forza dei corpi in generalecite-ref-30[30]. In esso è affrontata la celebre mw9wquerelle delle mw-aforze vive,cite-ref-31[31] occasionata a sua volta da mw-qLeibniz nel 1686 sul tema cartesiano della conservazione della mw-gquantità di moto (mw-wrhopé, mwaqamomentum), tema, questo, di chiara matrice aristotelica (vedi le mwaqemwaqiQuestioni meccaniche) e ripreso da mwaqmGalileo Galilei nelle sue mwaqqMecaniche (1593 ca.), tradotte a loro volta in francese da mwaquMarin Mersenne nel 1634 e analizzate quindi da mwaqyDescartes – su invito dello stesso Mersenne e di Constatin Huygensmwaqc – nel 1637 e nel 1638.

È questo il primo momento sintetico della speculazione kantiana, in cui è affrontato il duplice tema della natura e della misura della forza, e della sua mwaqkconservazione nelle variazioni fisiche dell'Universo. La riflessione ivi condotta analizza quelle tematiche esposte in numerosi scritti successivi di natura scientifica, quali per esempio la natura dello spazio e del tempo; il rapporto tra forza, sostanza e la conseguente costituzione dello spazio; la costituzione della materia; il rapporto mwaqoforonomicocite-ref-32[32] e dinamico tra spazio, tempo, materia, velocità e forza; la mwaq8possibilità dell'esistenza simultanea di più mondi e la mwaranatura dell'Universo; l'introduzione del concetto di quantità negative in fisica; e questioni di natura epistemologica, come il problema della fondazione della mwaremeccanica e il suo rapporto con la mwaridinamica, o ancora la questione epistemologica "classica" circa il rapporto tra osservazione empirica mwarmdiscreta e deduzione della legge nel mwarqmwarucontinuum.

Oltre ad anticipare numerosi temi che saranno affrontati analiticamente in opere successive, tale opera dimostra già inequivocabilmente l'indirizzo programmatico della ricerca scientifica di Kant, volta, fin dal suo primo scritto, al perseguimento di una descrizione 'sistematica' dell'Universo, mwarcantecedentemente determinata (mwarga priori), secondo l'indirizzo programmatico della scienza 'classica', vale a dire in assoluta conformità rispetto alla legge di mwarkcausalità (nel mwaromwarscontinuum) e al mwarwprincipio di ragion sufficiente, secondo cui: mwar0posita ratione ponitur rationatum.cite-ref-33[33]

La maturità

Nel 1755 con la tesi di laurea mwasgPrincipiorum Primorum cognitionis metaphysicae nova delucidatio ottenne la licenza di mwaskmagister, mansione che esercitò per quindici anni. Non aveva però ancora uno stipendio fisso, in quanto pagato direttamente dagli studenti, e ciò lo obbligava a lavorare molto; preparava meticolosamente le lezioni, dimostrandosi un buon insegnante, piacevole da ascoltare.cite-ref-34[34]

L'ipotesi mwas8cosmogonica della mwatanebulosa solare primitiva, esposta nel 1755 nella mwateStoria universale della natura e teoria del cielo (che egli desunse da mwatiBuffon e da altre fonti, in particolare dal materialismo antico di Democrito, Epicuro e Leucippo), ebbe molta fortuna e gli diede fama anche nel campo dell'mwatmastronomia. Essa fu enunciata proprio da mwatqLaplace che la rielaborò e la rilanciò nel 1796 nella mwatuExposition du système du monde (mwatyEsposizione del sistema del mondo).

Un altro suo curioso contributo alla scienza fu costituito da una sua ipotesi circa, come diremmo oggi, una sorta di buco nero - singolarità, ante litteram, laddove Kant afferma: "Se l'attrazione agisce sola, tutte le parti della materia dovrebbero avvicinarsi sempre più, e diminuirebbe lo spazio che occupano le parti unite, di modo che si riunirebbero finalmente in un solo punto matematico".cite-ref-35[35]

Nel 1770 lavorò come vice-bibliotecario presso la Reale Biblioteca, stesso anno in cui pubblicò la Dissertazione (mwat0De mundi sensibilis atque intellegibilis forma et principiis), testo grazie al quale riuscì a ottenere la cattedra di mwat4metafisica e mwat8logica all'Università di Königsberg. Da questo anno iniziò a lavorare a quel progetto che si concluderà nel 1781 con la pubblicazione della mwauaCritica della Ragion pura. Nel 1771 scriveva al suo allievo Marcus Herz: «Sono attualmente occupato a comporre, con una certa cura e ampiezza di dettagli, un'opera dal titolo mwaueI limiti della sensibilità e della ragionecite-ref-36[36]». Kant quindi pensava di scrivere una sola grande opera, che avrebbe voluto intitolare mwauyDie Grenzen der Sinnlichkeit und der Vernunft (mwaucI limiti della sensibilità e della ragione), che poi invece dividerà nelle tre mwaugCritiche: la mwaukmwauoCritica della ragion pura, la mwausmwauwCritica della ragion pratica e la mwau0mwau4Critica del giudizio. All'università Kant inizia a sviluppare un pensiero originale, come poi accadrà per gli mwau8idealisti mwavaFichte, mwaveSchelling e mwaviHegel. Kant continuò a insegnare sino al 1796 (l'ultima lezione, sulla logica, è del 23 luglio), compiendo con scrupolosità i suoi obblighi accademici anche quando, per debolezza senile, gli divennero estremamente gravosi.

mwavqHerder, che fu suo allievo negli anni 1762-67, ha lasciato questa immagine di lui:

«Io ho avuto la felicità di conoscere un filosofo, che fu mio maestro. Nei suoi anni giovanili, egli aveva la gaia vivacità di un giovane, e questa, credo, non lo abbandonò neppure nella tarda vecchiaia. La sua fronte aperta, costruita per il pensiero, era la sede di una imperturbabile serenità e gioia; il discorso più ricco di pensiero fluiva dalle sue labbra; aveva sempre pronto lo scherzo, l'arguzia e l'umorismo, e la sua lezione erudita aveva l'andamento più divertente. Con lo stesso spirito con il quale esaminava Leibniz, Wolff, Baumgarten, Crusius, Hume, e seguiva le leggi naturali scoperte da Newton, da Keplero e dai fisici, accoglieva anche gli scritti allora apparsi di Rousseau, il suo Emilio e la sua Eloisa, come ogni altra scoperta naturale che venisse a conoscere: valorizzava tutto e tutto riconduceva a una conoscenza della natura e al valore morale degli uomini priva di pregiudizi. La storia degli uomini, dei popoli e della natura, la dottrina della natura, la matematica e l'esperienza, erano le sorgenti che ravvivavano la sua lezione e la sua conversazione. Nulla che fosse degno di essere conosciuto gli era indifferente; nessuna cabala, nessuna setta, nessun pregiudizio, nessun nome superbo, aveva per lui il minimo pregio di fronte all'incremento e al chiarimento della verità. Egli incoraggiava e costringeva dolcemente a pensare da sé; il dispotismo era estraneo al suo spirito. Quest'uomo, che io nomino con la massima gratitudine e venerazione, è Immanuel Kant: la sua immagine mi sta sempre dinanzi.

»

La vita di Kant, priva di avvenimenti notevoli, fu dedicata interamente alle attività intellettuali, a cui fece da cornice uno stile di vita regolare e abitudinario. La sua giornata cominciava alle cinque, subito dedicata al lavoro, e continuava con la colazione, poi una passeggiata, il riposo alle dieci. Sviluppò una notevole competenza in geografia, pur non avendo mai lasciato la città natalecite-ref-hoffe10-6-2[6], neanche dopo la chiamata dell'mwawaUniversità di Halle che gli offriva uno stipendio più alto, un maggior numero di studenti e di conseguenza anche maggior prestigio. Era convinto che Königsberg fosse il posto ideale per i suoi studi.

Il mwawirigorismo della sua dottrina morale e suo celebre ritiro dalla vita mondana ha favorito il fiorire di leggende sulla sua condotta di vita: si dice che egli stesso si imponesse rigide regole per le quali tutte le sere andava a dormire alle dieci in punto, per alzarsi alle mwawmcinque meno cinque del mattino seguente, senza mai anticipare o ritardare l'ora. Altresì, si racconta che i suoi concittadini regolassero gli mwawqorologi basandosi sulla sua routine quotidiana.cite-ref-38[38] La costanza richiesta dagli studi unita al contenuto della sua mwawketica si sono fuse nella celebre leggenda del suo abitudinario e regolare stile di vita.cite-ref-39[39]

La censura

L'unico fatto che uscì davvero fuori dai canoni di una vita completamente dedicata allo studio fu lo screzio che ebbe con il governo mwaxaprussiano a seguito della seconda edizione, pubblicata nel 1794, dell'opera mwaxemwaxiLa religione entro i limiti della semplice ragione, ma con l'incoronazione di mwaxmFederico Guglielmo III la mwaxqlibertà di stampa venne ripristinata e Kant rivendicò la libertà di pensiero nel mwaxuConflitto delle facoltà, del 1798.

La morte

Morì nel 1804, dopo essere stato colpito, a partire dal 1798,cite-ref-40[40] da un decadimento delle funzioni cognitive e altri disturbi che permettono di ipotizzare che fosse affetto da mwaxwAlzheimer o comunque da un'altra malattia neurodegenerativacite-ref-41[41]. Le sue ultime parole furono: "mwayeEs ist gut" ("Va bene").

È stato sepolto in un piccolo mausoleo, nell'angolo nord-est della mwaymcattedrale di Königsberg, odierna mwayqKaliningrad. Sulla sua tomba vi è un epitaffio che recita l'mwayuexplicit della mwayyCritica della ragion pratica:

(tedesco)

«Zwei Dinge erfüllen das Gemüt mit immer neuer und zunehmender Bewunderung und Ehrfurcht, je öfter und anhaltender sich das Nachdenken damit beschäftigt: Der bestirnte Himmel über mir und das moralische Gesetz in mir.»

(italiano)

«Due cose riempiono la mente con sempre nuova e crescente ammirazione e rispetto, tanto più spesso e con costanza la riflessione si sofferma su di esse: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me.»

(Epitaffio sulla tomba di Immanuel Kant dalla Critica della ragion praticacite-ref-42[42])

Il pensiero

Citazione sull'idea di Illuminismo

(tedesco)

«Aufklärung ist der Ausgang des Menschen aus seiner selbstverschuldeten Unmündigkeit. Unmündigkeit ist das Unvermögen, sich seines Verstandes ohne Leitung eines anderen zu bedienen. Selbstverschuldet ist diese Unmündigkeit, wenn die Ursache derselben nicht am Mangel des Verstandes, sondern der Entschließung und des Muthes liegt, sich seiner ohne Leitung eines anderen zu bedienen.

Sapere aude!

Habe Muth, dich deines eigenen Verstandes zu bedienen! ist also der Wahlspruch der Aufklärung.»

(italiano)

«L'Illuminismo è l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l'incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a sé stesso è questa minorità, se la causa di essa non dipende da un difetto d'intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di fare uso del proprio intelletto senza essere guidati da un altro.

Sapere aude

!

Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! È questo il motto dell'Illuminismo.»

(Immanuel Kant da Risposta alla domanda: che cos'è l'Illuminismo?, 1784, Akademie-Ausgabe VIII, 35)

La rivoluzione filosofica "copernicana"

Kant concepì la propria filosofia come una rivoluzione filosofica (o "mwazurivoluzione copernicana"), volta a superare quella che per Kant era la precedente mwazymetafisica mwazcdogmatica, determinando le condizioni e i limiti delle mwazgcapacità conoscitive dell'uomo nell'ambito mwazkteoretico, mwazopratico ed mwazsestetico. Questi ambiti non sono scelti casualmente, ma sono per Kant corrispondenti alle tre principali questioni cui la filosofia deve provare a rispondere, ovvero "Che cosa posso sapere?; Che cosa devo fare?; Che cosa ho diritto di sperare?"cite-ref-43[43] Kant fu un cultore di diverse scienze, ma soprattutto della fisica. Egli conosceva assai bene questa scienza, alla luce della svolta impressa da mwaaaGalileo Galilei e da mwaaeIsaac Newton. Anche sull'origine dell'universo formulò un'ipotesi importante, nota come Nebulosa primitiva, che in seguito fu perfezionata da mwaamLaplace. A dispetto del carattere ampio e ben articolato della sua epistemologia, Kant privilegia la matematica pura e la fisica pura come le sole scienze fondate su giudizi sintetici a priori e in grado di fornire una conoscenza universale e necessaria. Da un punto di vista logico, infatti, ambedue si basano sulla deduzione, che sola può fornire alle proposizioni l'universalità e la necessità. Kant infatti pensa che l'induzione (come "inferenza del giudizio") pervenga soltanto a proposizioni generali, non universali: in ciò è ben presente in lui la lezione di Hume, un tratto che tuttavia distanzia l'approccio kantiano alla scienza da quello contemporaneo, che è di tipo probabilistico.

Le scienze empiriche

Va inoltre notato che, sebbene Kant abbia riconosciuto il valore delle scienze empiriche (egli ammette una fisica empirica accanto alla fisica pura e una psicologia empirica per esempio), ovvero fondate sull'induzione, queste non possono a suo avviso pretendere di essere considerate alla pari delle scienze pure. Questo lo porta a escludere addirittura (nei mwaayPrincìpi metafisici della scienza della natura),cite-ref-44[44] discipline come la chimica o la cosmologia dal dominio delle scienze naturali (metafisica della natura corporea nel lessico kantiano). Quasi assente dal panorama kantiano fu del resto anche uno studio sistematico della biologia, le cui proposizioni (fondate sul "principio di finalità della natura"), Kant riteneva generali e contingenti e quindi non suscettibili di trattamento scientifico. Nella "Critica del giudizio" (1790) Kant mostra di conoscere il lavoro del naturalista mwaasLinneo, che tuttavia critica come superficiale ed empirico.cite-ref-45[45]

Il ruolo del giudizio

Anche in questo senso, dunque, Kant non può dirsi un anticipatore del pensiero scientifico contemporaneo. Nonostante ciò, alla luce della "Critica del giudizio" (ma anche e soprattutto della "Prima introduzione alla Critica del giudizio" ritrovata da Dilthey nel 1889), che non è solamente un trattato di estetica (come il Romanticismo aveva creduto), Kant con il "principio di finalità della natura" (proprio del giudizio riflettente) si distanzia notevolmente da una concezione meccanicistica della natura, comune a gran parte della filosofia dell'800. Anticipa infatti soluzioni che saranno proprie addirittura della epistemologia del tardo '900. In modo particolare, definito il giudizio come "la facoltà di sussumere il particolare sotto l'universale", Kant distingue il giudizio in determinante e riflettente. Se nella matematica pura e nella fisica pura il giudizio è determinante, in quanto l'universale è dato, nelle scienze empiriche (fisica empirica "in primis") fondate invece sul giudizio riflettente, l'universale è cercato e trovato, partendo da rappresentazioni empiriche.

La logica

È da rilevare poi come in Kant il libero accordo tra immaginazione e intelletto sia alla base della scoperta scientifica, come "trovata" del giudizio riflettente. Gli studi più recenti del tardo Novecento, condotti da mwabqSilvestro Marcucci e da Antonio Schiavo (quest'ultimo allievo del filosofo teoretico mwabyTeodorico Moretti Costanzi) mettono in luce peraltro come il vero scienziato nel momento della scoperta scientifica (nella "trovata" del giudizio nel lessico kantiano), sia un genio artistico. Chiaramente in seguito, a differenza dell'artista, lo scienziato formalizzerà in linguaggio matematico la sua scoperta secondo l'insegnamento di Galilei, per il quale il "libro della natura è scritto in caratteri matematici", che Kant medesimo fece suo. Dal punto di vista strettamente logico Kant ci ha anche offerto una giustificazione trascendentale dell'induzione come inferenza del giudizio, che sempre alla fine del '900 ha ricevuto grande attenzione dall'epistemologia contemporanea. Kant, pur lavorando soprattutto con l'armamentario terminologico della tarda scolastica tedesca, ha introdotto nuovi importanti termini filosofici, che saranno alla base di tutta la "filosofia classica tedesca" successiva. Infine Kant non riconobbe le proposizioni "necessarie a posteriori" e quelle "contingenti a priori" ovvero fondate su una conoscenza oggettiva ma non formale del mondo, oppure universale ma non necessaria, di cui Kant escluse l'esistenza, peraltro precedentemente ammessa da Aristotele e Leibniz, e in seguito ribadita dal logico americano mwabcSaul Kripke nel 1970cite-ref-46[46]cite-ref-47[47]cite-ref-48[48]. Per tutte queste ragioni il rapporto di Kant con le scienze naturali del proprio tempo rimase sempre piuttosto controverso.

La Critica della ragion pura e la metafisica

La mwacymwaccCritica della ragion pura, pubblicata in prima edizione nel 1781, e in una seconda edizione (molto rielaborata in alcune parti) nel 1787, produsse un'importante critica della metafisica classica e razionalistica. Anche se Kant, con la sua critica, volle colpire soprattutto la metafisica razionalistica leibniziano-wollfiana (da lui definita dogmatica), ai filosofi neo-scolastici (in particolare ai filosofi neo-tomisti) parve colpire la metafisica di stampo aristotelico-mwacgtomistica. In particolare Kant forniva in realtà una contro-argomentazione delle famose Cinque Vie di san mwackTommaso d'Aquino: la ragione che pretende di parlare dell'incondizionato (Dio), cade in contraddizione.cite-ref-49[49] Tuttavia Kant muove le proprie argomentazioni in modo contrario all'avviso dell'intera tradizione tomistica: egli infatti sembra considerare la prova cosmologica e teologica come argomenti che si ridurrebbero alla prova ontologica, che è una prova "a priori"; quindi dimostra che esse non possono guidare a una conoscenza razionale di Dio.

In realtà le dimostrazioni tomistiche dell'esistenza di Dio non sono riducibili a nessuna prova mwac8a priori, ma sono prove mwadaa posteriori che possono mostrare l'esigenza di un principio assoluto, date alcune pre-condizioni nel contingente.cite-ref-50[50] In questo senso, come ha sottolineato Louise Burchill nell'Introduzione alla traduzione di Alain Badiou, mwaduDeleuze. The Clamour of Being, "L'imputazione di Kant alla metafisica classica è priva di significato o nulla".cite-ref-51[51]

Interessi filosofici

Come si desume dalle prefazioni, Kant voleva fondare una critica, la cui funzione dichiarata avrebbe dovuto essere quella di gettare le fondamenta (come "propedeutica") di un nuovo edificio della metafisica (come "dottrina"). Questa metafisica (intesa da Kant come "conoscenza razionale per concetti") fu elaborata dal filosofo tedesco nelle due opere dottrinarie: mwadwmwad0La metafisica dei costumi (1797) e mwad4Primi principi metafisici della scienza della natura (1786). Questi ultimi, in particolare, furono ripresi e approfonditi nellmwad8'mwaeamwaeeOpus postumum. In quest'opera rimasta incompiuta, Kant tenta il passaggio dalla metafisica della natura corporea alla fisica propriamente detta, cercando di andare oltre la prospettiva di Newton. Il risultato è un importante contributo speculativo di fisica 'teorica'. Nella prefazione alla seconda edizione della mwaeiCritica della ragion pura, Kant prospetta la novità della propria opera, paragonando la sua rivoluzione filosofica alla rivoluzione nell'astronomia, compiuta da Copernico, Galilei, Keplero e Newton. Nella definizione del mwaemmetodo del filosofare, introduce l'importante concetto del "trascendentale", a cui si atterrà, con notevoli ampliamenti e modifiche, anche nella mwaeqmwaeuCritica della ragion pratica e mwaeymwaecCritica del giudizio, come pure in altre opere posteriori. Come filosofo, Kant si interessò prevalentemente di mwaeggnoseologia, di mwaeketica, di mwaeoestetica e di mwaesteologia: soprattutto nell'etica il suo contributo è fondamentale, in quanto pose le fondamenta dell'etica laica, che il dibattito del tardo '900 ha molto valorizzato. Kant si interessò anche di logica, antropologia, metafisica, geografia fisica, e di pedagogia; molti furono quindi i suoi interessi, che coltivò durante tutta la sua attività filosofica, come documenta l'edizione dei suoi scritti editi e postumi pubblicata a cura dell'Accademia delle Scienze di Berlino a partire dal 1901cite-ref-52[52].

La rivoluzione copernicana di Kant

Contesto storico e filosofico

Ai tempi di Kant il dibattito filosofico era caratterizzato dal confronto tra mwafmempiristi e mwafqrazionalisti, i primi diffusi soprattutto in Inghilterra (come per esempio mwafuHobbes, mwafyLocke e mwafcHume), i secondi soprattutto nell'Europa continentale (con mwafgCartesio, mwafkSpinoza e mwafoLeibniz). Queste due correnti di pensiero sono definite da Kant sia cieche sia vuote, poiché erano ceduti i fondamenti basilari che tenevano eretta tutta la loro complessa struttura; da qui la citazione "le intuizioni senza concetto sono cieche, i concetti senza intuizioni sono vuoti". È dunque strettamente necessario analizzare prima queste due filosofie per capire dove si colloca Kant.

I razionalisti

I razionalisti potevano vantarsi di avere come fondamento il razionalismo cartesiano e il suo dualismo ontologico, che però, pur essendo una invenzione concettuale di estrema rilevanza, costituiva una contraddizione di uguale importanza. Tra i suoi seguaci si presenta Leibniz, che si era impegnato a conciliare la mwaf0filosofia moderna e quella mwaf4scolastica attraverso l'introduzione dell'mwaf8ars combinatoria: la conoscenza universale si aveva per mezzo della semplice composizione dei concetti e che il mondo reale era eventuale e probabilistico.

Gli empiristi

Dall'altra parte, la conoscenza si basava sui dati di senso, quindi i concetti erano una scorciatoia, spesso ingannevole, per codificare la realtà, e la mwagimetafisica non era consistente e solamente una schematizzazione concettuale superflua dell'mwagmuniverso: questo tutto non favoriva la credibilità dei loro assiomi, il rapporto sensazioni-idee generali e idee-cose.

L'opera rivoluzionaria di Kant

In questa visione tragica, la filosofia tradizionale veniva distrutta da mwagyfisici, che si erano distaccati dalla figura di filosofo, ma vennero affiancati da Kant in questa opera di mwagcrivoluzione, ponendosi a metà tra i due pensieri dell'epoca, ribaltando la metafisica, che oramai un "castello in aria" e, anche se comportava uno ostacolo non trascurabile, ponendo l'mwaggontologia praticamente con significato uguale alla metafisica, per ricostruirla da capo attraverso la fisica, poiché la fisica matematica offriva via d'accesso a nozioni sicure come le operazioni matematiche e dense come quelle sensiste: nessuno prima di lui, pur volendo, era riuscito a fare questo passo avanti. A questo rinnovamento era già stato favorito da Cartesio, che fece l'azzardo di andare contro la filosofia tradizionale della scolastica, basata sull'mwagkaristotelismo, inventando il suo metodo introducendo il concetto del "mwagocogito ergo sum" e il famoso dualismo onto-gnoseologico. Ancora più indietro nel tempo, entrambi questi filosofi, Kant e Cartesio, possono essere comparati con mwagsSocrate, che per primo si pose contro coloro che lo precedevano, i quali erano i mwagwpresocratici naturalisti, i mwag0sofisti e il senso comune: si può quindi parlare di "risocrastizzazione" in ognuno dei due casi. Dato che sia Socrate che Cartesio hanno avuto un ruolo di spartiacque, se esiste un prima e dopo Socrate, un prima e dopo Cartesio, allora sicuramente ci sarà un prima e dopo Kant. Dal punto di vista storico, può essere paragonata alla Great Revolution inglese scoppiata nel 1688, dato che tutti sapevano che stava accadendo, ma non fu condotta attraverso le armi.

Questo sicuramente non rinnegava e non disprezzava la filosofia che lo aveva preceduto, assimilava tutta la tradizione che si porta alle spalle e che aveva studiato senza l'attaccamento al nome degli autori, quindi un apprendimento disinteressato dal pregiudizio, ma riconosceva comunque i filosofi precedenti e a lui contemporanei. Ad esempio Hume venne identificato da Kant (chiamato anche "Hume Prussiano") come colui che lo aveva "svegliato", quasi come faceva Socrate con l'uso della mwag8maieutica. Si faceva quindi padrone delle conoscenze che gli sembravano più vere e non contraddittorie, le metteva insieme come dei mattoncini e la sua combinazione tra empirismo e razionalismo era stabile e indistruttibile, non c'era nessun dubbio che potesse crollare questa nuova visione della metafisica (utilizzando quindi un metodo del tutto conciliabile a quello Cartesiano, o mwahaGalileiano dal punto di vista scientifico).

Non può dunque essere definito né empirista né razionalista, ed è questo il motivo per cui viene definita la sua mwahirivoluzione copernicana: come mwahmCopernico, svolge un rivolgimento di prospettiva, ma dal punto di vista filosofico, e non astronomico, passando da un lato dalla mwahqteoria geocentrica, per la quale la terra era al centro dell'universo, alla mwahuteoria eliocentrica, dove il mwahySole era motore centrale di esso; dall'altro lato "spostando l'attenzione dall'oggetto al soggetto, Kant dà un taglio netto alla tradizione precedente e inaugura una concezione della filosofia".

Questa opera grandiosa fu condotta come una rivolta silenziosa, a cui dedicò quasi totalmente la sua vita per compierla, con la stesura delle sue tre maggiori opere: la mwahgmwahkCritica della ragion pura, prima opera e la più influente, con cui si spiega al meglio il concetto di rivoluzione copernicana e il metodo conoscitivo; la mwahomwahsCritica della ragion pratica, con cui definisce la facoltà di fare o non fare qualcosa, di desiderare; e infine la mwahwmwah0Critica del giudizio, da dove nasce l'mwah4estetica filosofica.

Le novità introdotte nella Critica della ragion pura

Più in particolare nella prima critica si presentano le vere e proprie invenzioni e novità di Kant quali sono:

• fenomeno e noumeno: "il fenomeno suggerisce di spingersi verso una cosa in sé inaccessibile ai non illuminati né di giudicare il mondo come un'apparenza ingannevole; costituisce invece l'unica conoscenza disponibile, per il senso comune così come per la filosofia, nel quadro di una visione scientifica del mondo";
• deduzione, schematismo, immaginazione: "si impegna nella ricerca di strutture di meditazione che permettano la comunicazione fra lo stato concettuale e quello percettivo. Ed è costretto a fabbricarsi a mani nude – per rispondere alle sue nuove esigenze – una psicologia speculativa, o trascendentale, [...] la cui genesi va cercata in una tensione interna al suo pensiero: da un lato (a differenza di Leibniz e degli empiristi) sensibilità e intelletto vengono nettamente separati; dall'altro non c'è speranza sensibile senza concetti";
• cento talleri: esempio usato per spiegare la sua ontologia e la sua logica "La differenza tra un tallero reale e un tallero ideale non è solo concettuale, ma, precisamente, scava un baratro tra avere e non avere, al punto che per ricavare del tallero ideale un qualcosa di reale ci si poteva accontentare anche di un quarto del valore nominale della cambiale";
• giudizi sintetici a priori: "Essi costituiscono i presupposti in mancanza dei quali non potremo fare esperienza, e che non ne dipendono. [...] Poiché i giudizi matematici appaiono sicuri ma non costituiscono conoscenza, lo sforzo di Kant consiste nel trasformare alcuni giudizi che gli empiristi classificavano come sintetici a posteriori (i cinque principi ontologici: l'Io, lo Spazio, il Tempo, la Sostanza e la causa) in sintetici a priori, fondandoli sulle certezze della fisica".

Le cinque tesi ontologiche fondamentali

Alla base del suo lavoro si erano poste queste ultime cinque tesi ontologiche fondamentali:

• mwaiospazio: "Per mezzo del senso esterno (che è una proprietà del nostro animo), noi ci rappresentiamo gli oggetti come fuori di noi e come tutti assieme nello spazio";
• mwaiwtempo: "La simultaneità o la successione non potrebbero neppure mai costituirsi come percezioni se non ci fosse apriori [...] la rappresentazione del tempo";
• mwai4sostanza: "In ogni cambiamento dei fenomeni, la sostanza permane";
• mwajacausa: "Tutti i mutamenti accadono secondo la legge della connessione di causa e effetto";
• mwajiio: "L'io penso deve potere accompagnare tutte le mie rappresentazioni".

Le prime due miravano alla convinzione empiristica di Leibniz e mwajqGeorge Berkeley, che vedevano nello spazio e nel tempo il risultato del rapporto tra gli oggetti; la sostanza a Locke, poiché la definiva solo un costrutto mentale generato dall'abitudine; e le ultime due a Hume, ma allo stesso tempo erano ereditate direttamente da quella tradizione andata a rotoli, come per esempio l'io penso cartesiano, padre supremo di tutti i principi e dei giudizi sintetici, basamento della rivoluzione copernicana, intessuto dalla stoffa del tempo, che contiene lo spazio: descrivendolo in questo modo, sembra che si sia descrivendo la perfezione, in realtà con esso si può inciampare nel problema di dimenticarsi che il mondo non è una rappresentazione, già iniziato al tempo dall'inventore stesso Cartesio.

L'influenza sulla filosofia successiva

L'mwajcidealismo e l'anti-idealismo non si spiegherebbero senza di lui, poiché dipendono dal peso trasferito ai soggetti dagli oggetti. Costituisce pure una sorta di scuola, il kantismo, che influenzò linguisticamente la progenie per l'importanza trascendentale che aveva attribuito al mwajglinguaggio. Tutte le scienze umanistiche, come l'mwajkantropologia e la mwajopsicologia, e le scienze cognitive furono influenzate, poiché, grazie alla rivoluzione, si inizia a studiare sempre in primo luogo l'uomo e le sue qualità e capacità, poi il funzionamento del mondo. Stigmatizza anche l'idea e il concetto di mwajssublime, tema ripreso dal mwajwromanticismo, soprattutto nell'ambito della mwaj0natura. Con mwaj4mwaj8Per la pace perpetua pone le basi del mwakafederalismo, della mwakefilantropia e alla mwakifilosofia del diritto.

Opere

L'edizione di riferimento degli scritti di Kant comunemente utilizzata nelle citazioni, è quella a cura dell'Accademia di Berlino, conosciuta come "Akademie-Ausgabe" (= AA): mwakuKant's Gesammelte Schriften, von der Königlich-Preußische Akademie der Wissenschaften zu Berlin, Berlino 1902 ss.; i testi dei primi 23 volumi sono consultabili sul sito: mwakyAkademieausgabe von Immanuel Kants Gesammelten Werken.

Il progetto di un'edizione critica degli scritti kantiani era stato avanzato nel 1894-95 da Wilhelm Dilthey,cite-ref-53[53] che aveva proposto di suddividere gli scritti in quattro sezioni:

• Prima: Werke [Opere pubblicate durante la vita di Kant] - Volumi I–IX;
• Seconda: Briefwechsel [Corrispondenza] (Volumi. X–XIII, con un Supplemento nel volume XXIII);
• Terza: Handschriftlicher Nachlass [Lascito manoscritto] (Volumi XIV–XXIII);
• Quarta: Vorlesungen [Lezioni 1770-1796] (Volumi XXIV–XXIX), (non ancora completata: manca la seconda parte del volume 26 mwalePhysische Geographie).

Per una descrizione del contenuto dei volumi consultare mwalmKant in the Classroom. Materials to aid the study of Kant’s lectures di Steve Naragon.

L'edizione comprende anche i mwalumanuali usati da Kant (Bezugstexte) (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2019).cite-ref-54[54], nelle lezioni di diritto (mwaloGottfried Achenwall), teologia (mwalsJohann Augustus Eberhard), logica (mwalwGeorg Friedrich Meier), metafisica e psicologia (mwal0Alexander Gottlieb Baumgarten) che Kant ha ampiamente annotato e a cui è rimasto fedele durante tutta la sua carriera. Tra i manoscritti pubblicati in questi volumi, il ‘mwal4'Duisburger Nachlass'' (mwal8Reflexionen 4674–84, vol. 17, pp.mwama 643–673)cite-ref-55[55] è di particolare interesse. Si tratta di un manoscritto databile al 1775, il cui nome non deriva dalla città di Duisburg, ma dall'essere appartenuto alla famiglia della nobildonna Luise von Duisburg (1811-1862);cite-ref-56[56] pubblicato per la prima volta nel 1889 è un contributo importante per lo studio della genesi della mwamkCritica della ragion pura, durante il ‘decennio silenzioso' (1771-1780).

I volumi XIV-XIX contengono le note manoscritte (mwamsReflexionen) non destinate alla pubblicazione; il curatore dell'edizione, mwamwErich Adickes, le ha suddivise per argomento e ha stabilito l'ordine cronologico.

Alcune note manoscritte di Kant erano già state pubblicate a cura di mwam4Benno Erdmann, mwam8Reflexionen Kants zur kritischen Philosophie, Leipzig, Fues, 1882-1884:

• mwaniLe riflessioni di Kant sulla filosofia critica: dalle note manoscritte di Kant.

• Vol. 1: mwanuRiflessioni sull'antropologia
• Vol. 2: mwancRiflessioni sulla Critica della ragion pura

Nuova edizione riveduta in un volume a cura di Norbert Hinske, Stuttgart-Bad Cannstatt, Frommann-Holzboog, 1992.

Le lezioni contenute nei volumi XXVI - XXIX non sono basate su manoscritti di Kant, ma sugli appunti dei suoi studenticite-ref-57[57] e sono indicate con il nome dellmwan4'estensore (‘'Metaphysik Herder'' indica gli appunti di Johann Gottfried Herder, che seguì le lezioni di Kant dal 1762 al 1764), oppure con il luogo del ritrovamento (‘'Wiener Logik'' è un corso di lezioni ritrovato a Vienna).

Un'edizione più recente delle opere contenute nella prima sezione, con un testo in parte migliorato, è stata curata da Wilhelm Weischedel, mwaoaImmanuel Kant Werke in sechs Bänden, Darmstadt, Wissenschaftliche Buchgesellschaft, 1983 ss.

Le opere sono ordinate secondo l'edizione dell'Accademia di Berlino (Akademie Ausgabe = AA); nelle note sono indicate le principali traduzioni in italiano.

Scritti pre-critici (1746-1780)

• mwaouAA I: Vorkritische Schriften I (1902, seconda ed. 1910)

• 1746 - 1749: I, 3-181 – mwaogGedanken von der wahren Schätzung der lebendigen Kräfte und Beurtheilung der Beweise, deren sich Herr von Leibniz und andere Mechaniker in dieser Streitsache bedient haben, nebst einigen vorhergehenden Betrachtungen, welche die Kraft der Körper überhaupt betreffen (mwaokmwaooPensieri sulla vera valutazione delle forze vive e critica delle dimostrazioni delle quali il Signor Leibniz e altri studiosi di Meccanica si sono avvalsi in questa controversia, insieme ad alcune considerazioni preliminari riguardanti la forza dei corpi in generale)cite-ref-58[58]
• 1754: I, 185-191 - mwapaUntersuchung der Frage, ob die Erde in ihrer Umdrehung um die Achse, wodurch sie die Abwechselung des Tages und der Nacht hervorbringt, einige Veränderung seit den ersten Zeiten ihres Ursprungs erlitten habe und woraus man sich ihrer versichern könne, welche von der Königl. Akademie der Wissenschaften zu Berlin zum Preise für das jetztlaufende Jahr aufgegeben worden (mwapeEsame della questione se la Terra ha subito qualche variazione nella sua rivoluzione intorno all'asse)cite-ref-de-bianchi-2016-59-0[59]
• 1754: I, 195-213 - mwapcDie Frage, ob die Erde veralte, physikalisch erwogen (mwapgSe la terra invecchi da un punto di vista fisico)cite-ref-de-bianchi-2016-59-1[59]
• 1755: I, 217-368 - mwap4Allgemeine Naturgeschichte und Theorie des Himmels oder Versuch von der Verfassung und dem mechanischen Ursprunge des ganzen Weltgebäudes, nach Newtonischen Grundsätzen abgehandelt (mwap8mwaqaStoria universale della natura e teoria del cielo, o ricerca intorno alla costituzione e all'origine meccanica dell'intero sistema del mondo condotta secondo i principi newtoniani)cite-ref-60[60]
• 1755: I, 371-384 - mwaqyMeditationum quarundam de igne succincta delineatio (o mwaqcDe igne; mwaqkBreve esposizione di alcune meditazioni sul fuoco) mwaqodissertazione di dottoratocite-ref-61[61]cite-ref-ref-b-62-0[62]
• 1755: I, 387-416 - mwarqPrincipiorum primorum cognitionis metaphysicae nova dilucidatio (mwaruNuova delucidazione dei primi princìpi della conoscenza metafisica) mwarytesi di libera docenza universitariacite-ref-precritici-63-0[63].cite-ref-ref-b-62-1[62]
• 1756: I, 419-427 - mwasaVon den Ursachen der Erderschütterungen bei Gelegenheit des Unglücks, welches die westliche Länder von Europa gegen das Ende des vorigen Jahres betroffen hat (mwasemwasiSulle cause dei terremoti in occasione della sciagura che ha colpito le terre occidentali d'Europa verso la fine dell'anno trascorso)cite-ref-64[64]cite-ref-elisa-tetamo-2004-65-0[65]
• 1756: I, 431-461 - mwaswGeschichte und Naturbeschreibung der merkwürdigsten Vorfälle des Erdbebens, welches an dem Ende des 1755sten Jahres einen großen Theil der Erde erschüttert hat (mwas0mwas4Storia e descrizione naturale degli straordinari eventi del terremoto che alla fine del 1755 ha scosso gran parte della terra)cite-ref-elisa-tetamo-2004-65-1[65]
• 1756: I, 465-472 - mwatqFortgesetzte Betrachtung der seit einiger Zeit wahrgenommenen Erderschütterungen (mwatumwatyUlteriori considerazioni sui terremoti avvertiti da qualche tempo)cite-ref-elisa-tetamo-2004-65-2[65]
• 1756: I, 475-487 - mwatwMetaphysicae cum geometria iunctae usus in philosophia naturali, cuius specimen I. continet monadologiam physicam (mwat0Monadologia physica)cite-ref-precritici-63-1[63]cite-ref-ref-a-66-0[66]
• 1756: I, 491-503 - mwaugNeue Anmerkungen zur Erläuterung der Theorie der Winde (mwaukNuove annotazioni per la spiegazione della teoria dei venti)cite-ref-de-bianchi-2016-59-2[59]cite-ref-67[67]

• mwavmAA II: Vorkritische Schriften II (1905, seconda ed. 1912)

• 1757: II, 3-12 - mwavyEntwurf und Ankündigung eines Collegii der physischen Geographie nebst dem Anhange einer kurzen Betrachtung über die Frage: Ob die Westwinde in unsern Gegenden darum feucht seien, weil sie über ein großes Meer streichen (mwavcProgetto di un Collegio di geografia fisica)
• 1758: II, 15-25 - mwavkNeuer Lehrbegriff der Bewegung und Ruhe und der damit verknüpften Folgerungen in den ersten Gründen der Naturwissenschaft (mwavoNuova dottrina del moto e della quiete e delle loro conseguenze rispetto ai primi principi della scienza naturale)cite-ref-precritici-63-2[63]
• 1759: II, 29-35 - mwawaVersuch einiger Betrachtungen über den Optimismus (mwaweSaggio su alcune considerazioni a proposito dell'ottimismo)cite-ref-elisa-tetamo-2004-65-3[65]
• 1760: II, 39-44 - mwawcGedanken bei dem frühzeitigen Ableben des Herrn Johann Friedrich von Funk (mwawgPensieri sulla morte prematura del signor Johann Friedrich von Funk)
• 1762: II, 47-61 - mwawoDie falsche Spitzfindigkeit der vier syllogistischen Figuren erwiesen (mwawsLa falsa sottigliezza delle quattro figure sillogistiche)cite-ref-68[68]
• 1763: II, 65-163 - mwaxeDer einzig mögliche Beweisgrund zu einer Demonstration des Daseins Gottes (mwaxiL'unico argomento possibile per una dimostrazione dell'esistenza di Dio)cite-ref-precritici-63-3[63]
• 1763: II, 167-204 - mwaxgVersuch den Begriff der negativen Größen in die Weltweisheit einzuführen (mwaxkTentativo per introdurre nella filosofia il concetto delle quantità negative)cite-ref-precritici-63-4[63]
• 1764: II, 207-256 - mwax8Beobachtungen über das Gefühl des Schönen und Erhabenen (mwayaConsiderazioni sul sentimento del bello e del sublime)cite-ref-precritici-63-5[63]cite-ref-69[69]
• 1764: II, 259-271 - mwayoVersuch über die Krankheiten des Kopfes (mwaysSaggio sulle malattie della mente)cite-ref-70[70]
• 1764: II, 275-301 - mwazeUntersuchung über die Deutlichkeit der Grundsätze der natürlichen Theologie und der Moral (mwaziIndagine sulla distinzione dei principi della teologia naturale e della morale) mwazmrisposta al quesito della Reale Accademia di Scienze di Berlino per l'anno 1763cite-ref-precritici-63-6[63]
• 1765: II, 305-313 - mwazkNachricht von der Einrichtung seiner Vorlesungen in dem Winterhalbenjahre von 1765-1766 (mwazoAnnuncio di Immanuel Kant sul programma delle sue lezioni del semestre invernale 1765-66)cite-ref-71[71]
• 1766: II, 317-373 - mwa0aTräume eines Geistersehers, erläutert durch Träume der Metaphysik (mwa0eI sogni di un visionario spiegati coi sogni della metafisica)cite-ref-precritici-63-7[63]

• trad. Maria Venturini, Introduzione di Guido Morpurgo-Tagliabue, Collana BUR, Milano, Rizzoli, 1982 [col titolo mwa0kSogni di un visionario chiariti con sogni della metafisica, ISIS, 1920; Collezione ISIS, Milano, Libreria Editrice Lombarda, 1929].
• trad. Bruno Salmona, Padova, Radar, 1970.
• mwa0wI sogni di un visionario spiegati attraverso i sogni della metafisica, a cura di Stefania Trivelloni, Liberamente, 2019.

• 1768: II, 377-383 - mwa04Von dem ersten Grunde des Unterschiedes der Gegenden im Raume (mwa08mwa1aDel primo fondamento della distinzione delle regioni dello spazio)cite-ref-precritici-63-8[63]
• 1770: II, 387-419 - mwa1ymwa1cDe mundi sensibilis atque intelligibilis forma et principiis (mwa1gDissertazione sulla forma e i princìpi del mondo sensibile e intelligibile)cite-ref-ref-a-66-1[66]cite-ref-72[72]
• 1771: II, 423-425 - mwa2iRecension von Moscatis Schrift: Von dem körperlichen wesentlichen Unterschiede zwischen der Structur der Thiere und Menschen (mwa2mRecensione della traduzione tedesca dello scritto di Pietro Moscati "Della essenziale differenza corporea fra la struttura di animali e uomini")cite-ref-73[73]
• 1775: II, 429-443 - mwa2kVon den verschiedenen Racen der Menschen (mwa2oDelle diverse razze di uomini)cite-ref-gon95-74-0[74]
• 1776: II, 447-448 - mwa3aAufsätze, das Philanthropin betreffend. Erster Aufsatz (mwa3ePrimo saggio sul 'Philantropinum', una scuola riformista fondata da Johann Bernhard Basedow nel 1774)
• 1777: II, 449-452 - mwa3mAufsätze, das Philanthropin betreffend. Zweiter Aufsatz. An das gemeine Wesen (mwa3qSecondo saggio sul 'Philantropinum')

Scritti critici (1781-1804)

• 1787: mwa3gAA III: Kritik der reinen Vernunft (Zweite Auflage) (1904, seconda ed. 1911) - (mwa3kmwa3oCritica della ragion pura, seconda edizione)
• 1781: mwa3wAA IV: Kritik der reinen Vernunft (Erste Auflage). Prolegomena, Grundlegung zur Metaphysik der Sitten, Metaphysische Anfangsgründe der Naturwissenschaft (1903, seconda ed. 1911)

• 1781: IV: 5-252 - mwa38Kritik der reinen Vernunft (Erste Auflage) (mwa4amwa4eCritica della ragion pura, prima edizione)cite-ref-75[75]
• 1783: IV, 255-383 - mwa4cProlegomena zu einer jeden künftigen Metaphysik, die als Wissenschaft wird auftreten können. (mwa4gmwa4kProlegomeni a ogni futura metafisica che vorrà presentarsi come scienza)cite-ref-76[76]
• 1785: IV, 387-463 - mwa48Grundlegung zur Metaphysik der Sitten. (mwa5amwa5eFondazione della metafisica dei costumi)cite-ref-77[77]
• 1786: IV, 467-565 - mwa5cMetaphysische Anfangsgründe der Naturwissenschaft. (mwa5gmwa5kPrincipi metafisici della scienza della natura)cite-ref-78[78]

• mwa58AA V: Kritik der praktischen Vernunft. Kritik der Urtheilskraft (1908, seconda ed. 1913)

• 1788: V, 3-163 - mwa6iKritik der praktischen Vernunft (mwa6mmwa6qCritica della ragion pratica)cite-ref-79[79]
• 1790: V, 167-485 - mwa6oKritik der Urteilskraft (mwa6smwa6wCritica del giudizio)cite-ref-80[80]

• mwa7iAA VI: Die Religion innerhalb der Grenzen der bloßen Vernunft. Die Metaphysik der Sitten (1907, seconda ed. 1914)

• 1793: VI, 3-202 - mwa7uDie Religion innerhalb der Grenzen der bloßen Vernunft (mwa7ymwa7cLa religione entro i limiti della semplice ragione)cite-ref-81[81]
• 1797: VI, 205-493 - mwa70Die Metaphysik der Sitten (mwa74mwa78La metafisica dei costumi)cite-ref-82[82]cite-ref-83[83]cite-ref-84[84]

• mwa80AA VII: Der Streit der Fakultäten. Anthropologie in pragmatischer Hinsicht (1907, seconda ed. 1917)

• 1798: VII, 5-116 - mwa9aDer Streit der Fakultäten (mwa9eIl conflitto delle facoltà)cite-ref-85[85]
• 1798: VII, 119-333 - mwa9cAnthropologie in pragmatischer Hinsicht (mwa9gAntropologia dal punto di vista pragmatico)cite-ref-86[86]cite-ref-87[87]

• mwa-iAA VIII: Abhandlungen nach 1781 (Saggi scritti dopo il 1781, 1912, seconda ed. 1923)

• 1782: VIII, 3-4 - mwa-uAnzeige des Lambert'schen Briefwechsels (mwa-yRecensione dell'edizione della corrispondenza di Johann Heinrich Lambert)
• 1782: VIII, 6-8 - mwa-gNachricht an Ärzte (mwa-kMessaggio ai medici sull'epidemia di primavera del 1782)
• 1783: VIII, 10-14 - mwa-sRecension von Schulz's Versuch einer Anleitung zur Sittenlehre für alle Menschen, ohne Unterschied der Religion, nebst einem Anhange von den Todesstrafen (mwa-wRecensione del "Saggio di una guida etica per tutti gli uomini, senza distinzione di religione" di Johann Heinrich Schulz, con un'appendice sulla pena di morte)cite-ref-gon95-74-1[74]
• 1784: VIII, 17-31 - mwa-iIdee zu einer allgemeinen Geschichte in weltbürgerlicher Absicht (mwa-mIdea per una storia universale dal punto di vista cosmopolitico)cite-ref-gon95-74-2[74]cite-ref-88[88]
• 1784: VIII, 35-42 - mwa-0Beantwortung der Frage: Was ist Aufklärung? (mwa-4mwa-8Risposta alla domanda: che cos'è l'Illuminismo?)cite-ref-criticismo-89-0[89]
• 1785: VIII, 45-66 - mwbauRecensionen von J.G.Herders Ideen zur Philosophie der Geschichte der Menschheit. Theil 1. 2 (mwbayRecensione delle "Idee per la filosofia della storia dell'umanità" di Johann Gottfried Herder)cite-ref-gon95-74-3[74]
• 1785: VIII, 69-76 - mwbawÜber die Vulkane im Monde (mwba0Sui vulcani della luna)cite-ref-de-bianchi-2016-59-3[59]
• 1785: VIII, 79-87 - mwbbmVon der Unrechtmäßigkeit des Büchernachdrucks (mwbbqL'illegittimità della ristampa dei libri)cite-ref-90[90]
• 1785: VIII, 91-106 - mwbboBestimmung des Begriffs einer Menschenrace (mwbbsDeterminazione del concetto di razza umana)cite-ref-gon95-74-4[74]
• 1786: VIII, 127-130 - mwbceRecension von Gottlieb Huseland's Versuch über den Grundsatz des Naturrechts (mwbciRecensione del "Saggio sul fondamento del diritto naturale" di Gottlieb Huseland)cite-ref-gon95-74-5[74]
• 1786: VIII, 133-147 - mwbcgWas heißt: Sich im Denken orientiren? (mwbckmwbcoChe cosa significa orientarsi nel pensiero?)cite-ref-criticismo-89-1[89]
• 1786: VIII, 151-155 - mwbdaEinige Bemerkungen zu L. H. Jakob's Prüfung der Mendelssohn'schen Morgenstunden (mwbdeAlcune osservazioni sulla recensione di L. H. Jakob all'opera di Moses Mendelssohn "Le ore del mattino. Lezioni sull'esistenza di Dio")
• 1788: VIII, 159-184 - mwbdmÜber den Gebrauch teleologischer Principien in der Philosophie (mwbdqSull'impiego dei principi teleologici in filosofia)cite-ref-criticismo-89-2[89]
• 1790: VIII, 187-251 - mwbdoÜber eine Entdeckung, nach der alle neue Kritik der reinen Vernunft durch eine ältere entbehrlich gemacht werden soll (mwbdsSu una scoperta secondo la quale ogni nuova critica della ragion pura sarebbe resa superflua da una più antica) mwbdwcontro mwbd0Johann Augustus Eberhardcite-ref-criticismo-89-3[89]
• 1791: VIII, 255-271 - mwbemÜber das Mißlingen aller philosophischen Versuche in der Theodicee (mwbeqmwbeuSul fallimento di tutti i tentativi filosofici in teodicea)cite-ref-criticismo-89-4[89]
• 1793: VIII, 275-313 - mwbesÜber den Gemeinspruch: Das mag in der Theorie richtig sein, taugt aber nicht für die Praxis (mwbewmwbe0Sul detto comune: "Questo può essere giusto in teoria, ma non vale per la pratica")cite-ref-gon95-74-6[74]cite-ref-91[91]
• 1794: VIII, 317-324 - mwbfcEtwas über den Einfluß des Mondes auf die Witterung (mwbfgA proposito dell'influenza della luna sul clima)cite-ref-de-bianchi-2016-59-4[59]
• 1794: VIII, 327-329 - mwbf4Das Ende aller Dinge (mwbf8mwbgaLa fine di tutte le cose)cite-ref-criticismo-89-5[89]cite-ref-92[92]
• 1795: VIII, 343-386 - mwbgoZum ewigen Frieden. Ein philosophischer Entwurf (mwbgsmwbgwPer la pace perpetua)cite-ref-93[93]
• 1796: VIII, 389-406 - mwbhiVon einem neuerdings erhobenen vornehmen Ton in der Philosophie (mwbhmD'un tono da signori assunto di recente in filosofia)cite-ref-criticismo-89-6[89]
• 1796: VIII, 407-410 - mwbhkAusgleichung eines auf Mißverstand beruhenden mathematischen Streits (mwbhoEsame di una controversia matematica basata su un malinteso)
• 1796: VIII, 413-422 - mwbhwVerkündigung des nahen Abschlusses eines Tractats zum ewigen Frieden in der Philosophie (mwbh0Annuncio del prossimo completamento d'un trattato per la pace perpetua in filosofia)cite-ref-criticismo-89-7[89]
• 1797: VIII, 425-430 - mwbimÜber ein vermeintes Recht aus Menschenliebe zu lügen (mwbiqmwbiuSu un presunto diritto di mentire per amore degli esseri umani)cite-ref-gon95-74-7[74]cite-ref-94[94]
• 1798: VIII, 430-438 - mwbi8Über die Buchmacherei (mwbjaSulla realizzazione di libri)cite-ref-gon95-74-8[74]
• 1800: VIII, 441 - mwbjyVorrede zu Reinhold Bernhard Jachmanns Prüfung der Kantischen Religionsphilosophie (mwbjcPrefazione all'"Esame della filosofia kantiana della religione" di Reinhold Bernhard Jachmann)
• 1800: VIII, 445 - mwbjkNachschrift zu Christian Gottlieb Mielckes Littauisch-deutschem und deutsch-littauischem Wörterbuch (mwbjoPoscritto al Dizionario lituano-tedesco di Christian Gottlieb Mielcke)
• 1764: VIII, 449-450 - mwbjwRecension von Silberschlags Schrift: Theorie der am 23. Juli 1762 erschienenen Feuerkugel (mwbj0Recensione dello scritto di Johann Silberschlag "Teoria della cometa apparsa il 23 luglio 1762")
• 1788: VIII, 453-460 - mwbj8Kraus' Recension von Ulrich's Eleutheriologie (mwbkaSulla recensione di Christian Jacob Kraus all'"Eleutheriologie, oder über Freyheit und Nothwendigkeit"cite-ref-95[95] di Johann August Heinrich Ulrich)

• mwbkyAA IX: Logik - Physische Geographie - Pädagogik (1923)

• 1800: IX, 1-150 - mwbkkLogik (mwbkoLogica, a cura di Gottlob Benjamin Jäsche, allievo di Kant)cite-ref-96[96]
• 1802: IX, 151-436 - mwblaPhysische Geographie (mwbleGeografia fisica, a cura di Friedrich Theodor Rink)cite-ref-97[97]
• 1803: IX, 437-499 - mwblcPädagogik (mwblgPedagogia, a cura di Friedrich Theodor Rink)cite-ref-98[98]

Corrispondenza

• mwbmaAA X: Briefwechsel Band I. 1747-1788 (1900, seconda ed. 1922)
• mwbmiAA XI: Briefwechsel Band II. 1789-1794 (1900, seconda ed. 1922)
• mwbmqAA XII: Briefwechsel Band III. 1795-1803 (1902, seconda ed. 1922)

• 1793: XII, 31-35: mwbmcZu Sommering, uber das Organ der Seele (mwbmgA proposito dell'opera di Sommering sull'organo dell'anima)cite-ref-99[99]
• 1799: XII, 370-371: mwbm4Erklärung in Beziehung auf Fichtes Wissenschaftslehre (Dichiarazione riguardo alla 'Dottrina della scienza' di Fichte)cite-ref-100[100]

• mwbnqAA XIII: Briefwechsel Band IV. Anmerkungen und Register (1922)

Manoscritti postumi

• mwbngAA XIV: Handschriftlicher Nachlaß: Mathematik - Physik und Chemie - Physische Geographie (1911, seconda ed. 1925)
• XIV, 3-61: mwbnoReflexionen zur Mathematik (Riflessioni sulla matematica)
• XIV, 65-537: mwbnwReflexionen zur Physik und Chemie (Riflessioni sulla fisica e la chimica)
• XIV, 541-635: mwbn4Reflexionen zur physischen Geographie (Riflessioni sulla geografia fisica)
• mwboaAA XV: Handschriftlicher Nachlaß: Anthropologie (1913, seconda ed. 1923)
• mwboiErste Hälfte (Prima parte)
• XV, 5-54: mwboqErläuterungen zur Psychologia empirica in A. G. Baumgartens Metaphysica Alexander Georg Baumgarten, mwbouMetaphysica, (§§ 504-699: mwboyPsychologia empirica) (Annotazioni sulla psicologia empirica nella mwbocMetaphysica di mwbogAlexander Gottlieb Baumgarten; ristampa dei §§ 504-699 della mwbokPsychologia empirica)
• XV, 57-654: mwbosReflexionen zur Anthropologie
• mwbo0Zweite Hälfte (Seconda parte)
• XV, 657-798: mwbo8Entwürfe zu dem Colleg über Anthropologie aus den 70er und 80er Jahren (Progetto di un Collegio sull'antropologia degli anni '70 e '80)
• 1777: XV, 799-899 - Erster Anhang. mwbpeEntwurf zu einer Opponenten-Rede (prima appendice: Progetto per un discorso come Opponente: sulla tesi di laurea di J. G. Kreutzfeld, mwbpiDissertatio Philologico-Poetica de Principiis Fictionum Generalioribus)cite-ref-101[101]
• 1788: XV, 939-953 - Zweiter Anhang. mwbpgDe medicina corporis, quae philosophorum est (seconda appendice: mwbpkSulla guarigione del corpo, per quanto è affare dei filosofi,cite-ref-102[102]
• mwbp8AA XVI: Handschriftlicher Nachlaß: Logik (1914, seconda ed. 1924)

• Georg Friedrich Meier, mwbqiAuszug aus der Vernunftlehre (1752) (ristampa dellmwbqm'mwbqqEstratto della dottrina della ragione di F. F. Meier)

• mwbqyAA XVII: Handschriftlicher Nachlaß: Metaphysik. Erster Teil (1926)

• XVII, 3-226: mwbqkErläuterungen zu A. G. Baumgartens "Metaphysica" , (Annotazioni sulla mwbqoMetaphysica di A. G. Baumgarten); ristampa di mwbqsAlexander Gottlieb Baumgarten, mwbqwMetaphysica (IV ed., 1757, tranne i §§ 504-699, ristampati nel vol. 15)
• XVII, 227-745: mwbq4Reflexionen zur Metaphysik. (Riflessioni sulla metafisica. Le mwbq8Reflexionen 4674–4684, (pp.mwbra 643–673) contengono il testo noto come mwbreDuisburger Nachlass del 1775)

• mwbrmAA XVIII: Handschriftlicher Nachlaß: Metaphysik. Zweiter Teil (1928)

• XVIII, 5-488: Reflexionen zur Metaphysik
• XVIII, 489-606: Bemerkungen Kants in seinem Handexemplar von Eberhards mwbrcVorbereitung zur natürlichen Theologie
• XVIII, 607-725: Reflexionen zur Metaphysik (1790-1804)

• mwbroAA XIX: Handschriftlicher Nachlaß: Moralphilosophie, Rechtsphilosophie und Religionsphilosophie (1934)

• XIX, 7-91: Erläuterungen Kants zu A. G. Baumgartens mwbr0Initia philosophiae practicae primae
• XIX, 92-317: mwbr8Reflexionen zur Moralphilosophie
• XIX, 325-442: Erläuterungen Kants zu G. Achenwalls, mwbseIuris naturalis Pars posterior
• XIX, 445-613: mwbsmReflexionen zur Rechtphilosophie
• XIX, 617-654: mwbsuReflexionen zur Religionsphilosophie

• mwbscAA XX: Handschriftlicher Nachlaß: Bemerkungen zu den Beobachtungen über das Gefühl des Schönen und Erhabenen, Rostocker Kantnachlass, Preisschrift über die Fortschritte der Metaphysik (1942)

• XX, 3-182: mwbsoBemerkungen zu den Beobachtungen über das Gefühl des Schönen und Erhabenen
• XX, 183-192: mwbswLose Blätter zu den Beobachtungen über das Gefühl des Schönen und Erhabenen
• 1790: XX, 195-251: mwbs4Erste Einleitung in die Kritik der Urteilskraft (mwbs8Prima introduzione alla critica della facoltà di giudizio)cite-ref-103[103] (il testo, lasciato inedito da Kant, fu ritrovato da Wilhelm Dilthey nel 1889 nella Biblioteca dell'università di Rostock e pubblicato solo nel 1914.)
• XX, 257-332: mwbtuPreisschrift über die Fortschritte der Metaphysik (mwbtyWelches sind die wirklichen Fortschritte, die Metaphysik seit Leibnizens und Wolfs Zeiten in Deutschland gemacht hat?) mwbtcSulla questione messa a concorso dall'Accademia reale delle scienze per l'anno 1791: quali sono i reali progressi compiuti dalla metafisica in Germania dai tempi di Leibniz e di Wolff?cite-ref-criticismo-89-8[89]
• XX, 335-351: mwbt0Lose Blätter zu den Fortschritten der Metaphysik
• XX, 355-378: mwbt8Vorarbeiten zur Schrift gegen Eberhard
• XX, 381-423 mwbueZur Rezension von Eberhards Magazin (II. Band)
• XX, 427-440: mwbumVorredeentwürfe zur Religionsphilosophie
• XX, 445-467: mwbuuBemerkungen zur Rechtslehre

• mwbucAA XXI: Handschriftlicher Nachlaß: Opus postumum (1936). mwbugErste Hälfte
• mwbuoAA XXII: Handschriftlicher Nachlaß: Opus postumum (1938). mwbusZweite Hälfte
• mwbu0AA XXIII: Handschriftlicher Nachlaß: Vorarbeiten und Nachträge (1955)

• XXIII, 3-7: mwbvaFragment zur Preisfrage von 1754
• XXIII, 11-13: mwbviVorredeentwurf zur Allgemeinen Naturgeschichte und Theorie des Himmels
• XXIII, 17-20: mwbvqNachträge zur Kritik der reinen Vernunft (1. Auflage)
• XXIII, 53-65: mwbvyVorarbeit zu den Prolegomena zu einer jeden künftigen Metaphysik
• XXIII, 69-71: mwbvgVorarbeit zur Kritik der praktischen Vernunft
• XXIII, 75-76: mwbvoVorarbeit zu Über den Gebrauch teteologischer Principien in der Philosophie
• XXIII, 79-81: mwbvwVorarbeit zur Ulrich-Rezension
• XXIII, 85: mwbv4Vorarbeit zu Über das Mißlingen aller philosophischen Versuche in der Theodicee
• XXIII, 89-124: mwbwaVorarbeiten zur Religion innerhalb der Grenzen der bloßen Vernunft
• XXIII, 127-143: mwbwiVorarbeiten zu Über den Gemeinspruch: Das mag in der Theorie richtig sein, taugt aber nicht für die Praxis
• XXIII, 147-148: mwbwqVorarbeiten zu Etwas über den Einfluß des Mondes auf die Witterung
• XXIII, 151-152: mwbwyVorarbeit zu Das Ende aller Dinge
• XXIII, 155-192: mwbwgVorarbeiten zu Zum Ewigen Frieden
• XXIII, 195: mwbwoVorarbeit zu Von einem neuerdings erhobenen vornehmen Ton in der Philosophie
• XXIII, 199-205: mwbwwVorarbeiten zu Ausgleichung eines auf Mißverstand beruhenden mathematischen Streits
• XXIII, 211-419: mwbw4Vorarbeiten zu Die Metaphysik der Sitten
• XXIII, 423-464: mwbxaVorarbeiten zum Streit der Fakultäten
• XXIII, 467-468: mwbxiVorarbeit zu Jachmanns Prüfung der Kantischen Religionsphilosophie (Prospectus)
• XXIII, 471-475: mwbxqErgänzungen zu den Fortschritten der Metaphysik
• XXIII, 479-488: mwbxyErgänzungen zum Opus Postumum
• XXIII, 491-500: mwbxgErgänzungen zum Briefwechsel
• XXIII, 501: mwbxoErgänzungen zu den Stammbuchblättern

Vorlesungen (Lezioni universitarie)

• mwbx8AA XXIV: Logik, a cura di Gerhard Lehmann (1966). mwbyaErste Hälfte

• XXIV, 3-6: mwbymI. Logik Herder
• XXIV, 16-301: mwbyuII. Logik Blomberg
• XXIV, 311-496: mwbycIII. Logik Philippi

• mwbykAA XXIV: Logik, a cura di Gerhard Lehmann (1966). mwbyoZweite Hälfte

• XXIV, 502-602: mwby0IV. Logik Pölitz
• XXIV, 608-686: mwby8V. Logik Busolt
• XXIV, 693-784: mwbzeVI. Logik Dohna–Wundlacken nach der Ausgabe von Kowalewski
• XXIV, 790-940: mwbzmVII. Wiener Logik
• XXIV, 941-942: mwbzuVIII. Logik Auszüge Schlapp
• XXIV, 943-944: mwbzcAus der Logik Hintz
• XXIV, 944-952: mwbzkAus der Logik Hoffmann
• XXIV, 953-1084: mwbzsAnhang. Einleitung. Erläuterungen. Textänderungen und Lesarten
• XXIV, 1025-1089: mwbz0Verzeichnis der Paragraphen von Meiers Auszug aus der Vernunftlehre und Angabe ihrer Stellen in den Logikvorlesungen dieses Bandes
• XXIV, 1099-1102: mwbz8Nachträge und Berichtigungen

• mwbaeAA XXV: Vorlesungen über Anthropologie, a cura di Reinhard Brandt e Werner Stark (1997). mwbaiErste Hälfte

• XXV, 7-238: mwbauI. 1772/73: Collins
• XXV, 243-463: mwbacII. 1772/73: Parow
• XXV, 469-728: mwbakIII. 1775/76: Friedländer (Ms 399/400)

• mwbasAA XXV: Vorlesungen über Anthropologie, a cura di Reinhard Brandt e Werner Stark (1997). mwbawZweite Hälfte

• XXV, 733-847: mwba8IV. 1777/78: Pillau
• XXV, 853-1203: mwbbeV. 1781/82 (?): Menschenkunde
• XXV, 1209-1429: mwbbmVI. 1784/58: Mrongovius
• XXV, 1435-1631: mwbbuVII. 1788/89 (?): Busolt
• XXV, 1535-1564: mwbbcVIII. 1772 ff. Zusatzkommentare
• XXV, 1565-1658: mwbbkVerzeichnis
• XXV, 1659-1691: mwbbsRegister

• mwbb0AA XXVI: Physische Geographie, a cura di Werner Stark (2009). mwbb4Band 1
• mwbcaAA XXVI: Physische Geographie mwbceBand 2 - mwbcinoch nicht erschienen (non ancora pubblicato)
• mwbcqAA XXVII: Vorlesungen über Moralphilosophie, a cura di Gerhard Lehmann (1974). mwbcuErste Hälfte

• XXVII, 3-89: mwbcgI. Praktische Philosophie Herder
• XXVII, 96-235: mwbcoII. Praktische Philosophie Powalski
• XXVII, 243-471: mwbcwIII. Moralphilosophie Collins

• mwbc4AA XXVII: Vorlesungen über Moralphilosophie, a cura di Gerhard Lehmann (1975) mwbc8Zweite Hälfte, Erster Teil

• XXVII, 479-732: mwbdiIV. Metaphysik der Sitten Vigilantius
• XXVII, 737-869: Alexander Georg Baumgarten, mwbdqEthica Philosophica (1751).
• XXVII, 873-1028: Alexander Georg Baumgarten, mwbdyEthica Philosophica (1763).

• mwbdgAA XXVII: Vorlesungen über Moralphilosophie, a cura di Gerhard Lehmann (1979) mwbdkZweite Hälfte, Zweiter Teil

• XXVII, 1029-1204: mwbdwAnhang. Einleitung. Erläuterungen.Textänderungen und Lesarten
• XXVII, 1205-1316: mwbd4Varianten
• XXVII, 1205: mwbeaMoralphilosophie Kaehler
• XXVII, 1206-1219: mwbeiPhilosophische Moral v. Brandt / Aron
• XXVII, 1220-1247: mwbeqPhilosophica practica Marburg
• XXVII, 1248-1266: mwbeyMo: ralische Vorlesung 1791
• XXVII, 1267-1316: mwbegPhilosophische Moral Dilthey
• XXVII, 1319-1394: mwbeoNaturrecht Feyerabend
• XXVII, 1397-1581: mwbewMoral Mrongovius
• XXVII, 1582-1583: mwbe4Berichtigungen

• mwbfaXXVIII: Vorlesungen über Metaphysik und Rationaltheologie, a cura di Gerhard Lehmann (1968). mwbfeErste Hälfte. mwbfiVorlesungen über Metaphysik

• XXVIII, 5-166: mwbfuI. Metaphysik Herder
• XXVIII, 167-350: mwbfcII. Metaphysik Lmwbfg1 (Heinze, Pölitz)
• XXVIII, 355-459: mwbfoIII. Metaphysik Volckmann
• XXVIII, 461-524: mwbfwIV. Metaphysik v. Schön Ontologie

• mwbf4XXVIII: Vorlesungen über Metaphysik und Rationaltheologie, a cura di Gerhard Lehmann (1970). mwbf8Zweite Hälfte, Erster Teil. mwbgaVorlesungen über Metaphysik

• XXVIII, 525-610: mwbgmV. Metaphysik Lmwbgq2 (Pölitz)
• XXVIII, 615-702: mwbgyVI. Metaphysik Dohna nach dem Original
• XXVIII, 705-816: mwbggVII. Metaphysik Kmwbgk2 (Heinze, Schlapp)
• XXVIII, 817-838: mwbgsVIII. Metaphysik Kmwbgw3 (Arnoldt, Schlapp)
• XXVIII, 839-962: mwbg4 IX. Nachträge Herder

• mwbhaXXVIII: Vorlesungen über Metaphysik und Rationaltheologie, a cura di Gerhard Lehmann (1972). mwbheZweite Hälfte, Zweiter Teil. mwbhiVorlesungen über Rationaltheologie

• XXVIII, 993-1126: mwbhuI. Philosophische Religionslehre nach Pölitz
• XXVIII, 1131-1225: mwbhcII. Natürliche Theologie Volckmann nach Baumbach
• XXVIII, 1231-1319: mwbhkIII. Danziger Rationaltheologie
• XXVIII, 1323-1331: mwbhsIV. Fragment einer späteren Rationaltheologie
• XXVIII, 1333-1529: mwbh0Anhang. Einleitung. Erläuterungen. Textänderungen und Lesarten. Ergänzungen

• mwbh8AA XXIX: Kleinere Vorlesungen (Enzyklopädie, Mathematik, Physik) und Ergänzungen, a cura di Gerhard Lehmann (1980). mwbiaErste Hälfte. mwbieKleinere Vorlesungen

• XXIX, 5-45: mwbiqI. Philosophische Enzyklopädie
• XXIX, 49-66: mwbiyII. Mathematik Herder
• XXIX, 69-71: mwbigIII. Physik Herder
• XXIX, 75-91: mwbioIV. Berliner Physik
• XXIX, 97-169: mwbiwV. Danziger Physik
• XXIX, 173-590: W. J. G. Karsten, mwbi4Anleitung zur gemeinnützlichen Kenntniß der Natur, besonders für angehende Aerzte, Cameralisten und Oeconomen (1783). mwbi8Ergänzungen I
• XXIX, 597-642: mwbjeMoral Mrongovius II
• XXIX, 643-742: mwbjmAnhang. Einleitung. Erläuterungen. Textveränderungen und Lesarten

• mwbjuAA XXIX: Kleinere Vorlesungen (Enzyklopädie, Mathematik, Physik) und Ergänzungen, a cura di Gerhard Lehmann (1983). mwbjyZweite Hälfte. mwbjcErgänzungen II

• XXIX, 747-940: mwbjoMetaphysik Mrongovius
• XXIX, 945-1040: mwbjwMetaphysik Arnoldt (Kmwbj03)
• XXIX, 1045-1047: mwbj8Logik Mrongovius
• XXIX, 1053-1077: mwbkeVernunft-Theologie Magath Varianten
• XXIX,1079-1184: mwbkmAnhang. Einleitung. Erläuterungen. Textänderungen und Lesarten

Alcune lezioni sono state pubblicate in edizioni separate:

• mwbkcEine Vorlesung Kants über Ethik (1775-1781), im Auftrage der Kantgesellschaft, a cura di Paul Menzer, Berlino, Pan Verlag Rolf Heise, 1924.
• mwbkkLogik-Vorlesung. Unveröffentlichte Nachschriften. I. Logik Bauch; II. Logik Hechsel; Warschauer Logik, a cura di Tillmann Pinder, Hamburg, Felix Meiner, 1998.
• mwbksVorlesung zur Moralphilosophie, a cura di Werner Stark, con un'introduzione di Manfred Kühn, Berlino, Walter de Gruyter, 2004.
• Le lezioni sul diritto naturale, note come mwbk0Naturrecht Feyerabend, risalenti al 1784, sono state pubblicate in edizione critica in tre volumi: cfr. H. P. Delfosse, N. Hinske, G. Sadun Bordoni, mwbk4Kant-Index, Band 30: Stellenindex und Konkordanz zum "Naturrecht Feyerabend", Teilband I: Einleitung des"Naturrechts Feyerabend", Stuttgart 2010; mwbk8Stellenindex und Konkordanz zum "Naturrecht Feyerabend", Teilband II und Teilband III, mwblaAbhandlung des "Naturrechts Feyerabend", Stuttgart 2014.

Scritti postumi e lezioni

• mwblqOpus postumum [Passaggio dai principi metafisici della scienza della natura alla fisica], trad. Vittorio Mathieu, Bologna, Zanchelli, 1963 (ristampa, Roma-Bari, Laterza, 1984).
• mwblyLezioni di etica, trad. Augusto Guerra, Roma-Bari. Laterza, 1971.
• mwblgLezioni di psicologia, trad. Gian Antonio De Toni, introduzione di Luciano Mecacci, Roma-Bari, Laterza, 1986.
• mwbloContro Eberhard. La polemica sulla Critica della ragion pura, a cura di Claudio La Rocca, Pisa, Giardini 1994.
• mwblwLezioni sulla conoscenza naturale dell'uomo, a cura di Hansmichael Hohenegger, "MicroMega", 4, 1997, 237-270.
• mwbl4Versi sulla virtù benevola, testo inedito a cura di Werner Stark, trad. di Antonella Anedda, "MicroMega", 5, 1997, 227-234.
• mwbmaSul piacere e sul dolore. Immanuel Kant discute Pietro Verri, a cura di Piero Giordanetti, Milano, Unicopli, 1998 (contiene la traduzione italiana con testo a fronte di tutti i passi inediti ed editi in cui Kant discute il pensiero di Verri; la discussione si svolge soprattutto nelle mwbmeLezioni di antropologia, pubblicate nel 1997 in edizione critica nel volume XXV della Akademie-Ausgabe).
• mwbmmRealtà ed esistenza. Lezioni di metafisica: introduzione e ontologia, trad. di Armando Rigobello, Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo, 1998.
• mwbmuInganno e illusione, in Immanuel Kant-Johann Gottlieb Kreutzfeld, mwbmyInganno e illusione. Un confronto accademico, a cura di Maria Teresa Catena, Napoli, Guida, 1998, pp.mwbmc 41–62.
• mwbmkLogica di Vienna, trad. Bruno Bianco, Milano, Franco Angeli, 2000.
• mwbmsAnnotazioni alle Osservazioni sul sentimento del bello e del sublime, a cura di Maria Teresa Catena, Napoli, Guida, 2002.
• mwbm0Lezioni sul diritto naturale (Naturrecht Feyerabend), testo tedesco a fronte, a cura di Norbert Hinske e Gianluca Sadun Bordoni, Milano, Bompiani, 2016.
• mwbm8Riflessioni sulla Critica della ragion puramwbna da annotazioni manoscritte, a cura di Benno Erdmann, trad. Raffaele Ciafardone, Nocera Inferiore, Orthotes, 2017.

Corrispondenza

• Immanuel Kant, mwbnqEpistolario filosofico 1761-1800, a cura di Oscar Meo, Genova, Il Nuovo Melangolo, 1990. (antologia)

Kant fu in corrispondenza con filosofi e scienziati famosi (gli anni si riferiscono alle lettere pubblicate):

• mwbngJohann Georg Hamann (1759-1783)
• mwbnoJohann Heinrich Lambert (1765-1770)
• mwbnwMoses Mendelssohn (1766-1785)
• mwbn4Johann Gottfried Herder (1768)
• mwboaJohann Bernoulli (1781-1782)
• mwboiKarl Leonhard Reinhold (1787-1800)
• mwboqJohann Gottlieb Fichte (1791-1798)

Tra le lettere sono da citare almeno:

• A mwbogMarcus Herz (7 giugno 1771)
• A Marcus Herz (21 febbraio 1772 - la lettera più famosa)
• A mwbosChristian Garve (7 agosto 1783)
• A Marcus Herz (26 maggio 1789)

Note

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cite-note-22. mwbp8(mwbqamwbqeEN) Richard Rorty, mwbqimwbqmKripke versus Kant, in mwbqqLondon Review of Books, 4 settembre 1980. mwbquURL consultato il 2 settembre 2020. mwbqc«Since Kant, philosophers have prided themselves on transcending the ‘naive realism’ of Aristotle and of common sense. On this naive view, there is a right way of describing things, corresponding to how they are in themselves, to their real essences. Scientists, philosophers like to say, are especially prone to adopt this unreflective view. They think they are discovering the secrets of nature, but philosophers know that they are really constituting objects by synthesising the manifold of intuition, or predicting the occurrence of sensations, or wielding instruments to cope with the flux of experience, or something equally pragmatic and anthropocentric. This condescending attitude towards common sense, Aristotle and science has been shared by people as far apart as Russell and Bergson, Whitehead and Husserl, James and Nietzsche, Carnap and Cassirer. [...] Just when it seemed that the dialectic which Kant began had culminated in universal acceptance of the relaxed pragmatism of Wittgenstein and Quine, Kripke exploded his bomb.»
cite-note-33. mwbqsDon A. Howard e Marco Giovanelli, mwbqwmwbq0The Stanford Encyclopedia of Philosophy, Fall 2019, Metaphysics Research Lab, Stanford University, 2019. mwbq4URL consultato il 2 settembre 2020. mwbra«A different, but especially interesting example of Einstein's reliance on a form of theoretical holism is found in a review that Einstein wrote in 1924 of Alfred Elsbach’s Kant und Einstein (1924), one of the flood of books and articles then trying to reconcile the Kant's philosophy. Having asserted that relativity theory is incompatible with Kant's doctrine of the a priori, Einstein explains why, more generally, he is not sympathetic with Kant: This does not, at first, preclude one's holding at least to the Kantian problematic, as, e.g., Cassirer has done. I am even of the opinion that this standpoint can be rigorously refuted by no development of natural science. For one will always be able to say that critical philosophers have until now erred in the establishment of the a priori elements, and one will always be able to establish a system of a priori elements that does not contradict a given physical system. Let me briefly indicate why I do not find this standpoint natural. A physical theory consists of the parts (elements) A, B, C, D, that together constitute a logical whole which correctly connects the pertinent experiments (sense experiences). Then it tends to be the case that the aggregate of fewer than all four elements, e.g., A, B, D, without C, no longer says anything about these experiences, and just as well A, B, C without D. One is then free to regard the aggregate of three of these elements, e.g., A, B, C as a priori, and only D as empirically conditioned. But what remains unsatisfactory in this is always the arbitrariness in the choice of those elements that one designates as a priori, entirely apart from the fact that the theory could one day be replaced by another that replaces certain of these elements (or all four) by others (Einstein 1924, 1688–1689).»
cite-note-44. Questo rapporto tra la filosofia kantiana, in particolare quella esposta nella mwbrqmwbruCritica del giudizio, e il Romanticismo è stato invece contestato da K. R. Popper, che nel saggio mwbryAlla ricerca di un mondo migliore (A. Armando editore, Roma, 2002, p. 145), vede in Kant un modello di razionalismo.
cite-note-55. mwbromwbrsHöffe,mwbrw p. 8.
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cite-note-1616. Kant è stato oggetto dell'opera satirica di Frédéric Pagès, professore di filosofia e collaboratore del settimanale satirico francese mwbxwmwbx0Le Canard enchaîné, che nel 1995 inventò il personaggio di mwbx4Jean-Baptiste Botul, filosofo e presunto specialista di Kant. Nella finzione, Botul avrebbe tenuto alcune lezioni in Paraguay, a Nueva Königsberg, un'immaginaria colonia di tedeschi emigrati che si riproponevano di imitare puntigliosamente le abitudini di vita di Kant. Gli aneddoti e la vita sessuale di Kant erano poi state riportati nell'opera di Botul mwbx8La vita sessuale di Kant (tradotto in Italia da Emanuela Schiano Di Pepe, introduzione di Frédéric Pagès, Il Melangolo, Genova, 2011). Tale testo attrasse l'attenzione del filosofo francese mwbyaBernard-Henri Lévy, il quale si riferì al testo di Botul su Kant senza accorgersi che si trattava di un filosofo immaginario.
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cite-note-4242. A chiarimento così scrive l'autore nell'opera citata: «Queste due cose io non ho bisogno di cercarle e semplicemente supporle come se fossero avvolte nell’oscurità, o fossero nel trascendente, fuori del mio orizzonte; io le vedo davanti a me e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza. La prima comincia dal posto che io occupo nel mondo sensibile esterno, ed estende la connessione in cui mi trovo, a una grandezza interminabile con mondi e mondi, e sistemi di sistemi; e poi ancora ai tempi illimitati del loro movimento periodico, del loro principio e della loro durata. La seconda comincia dal mio io indivisibile, dalla mia personalità, e mi rappresenta in un mondo che ha la vera in finitezza, ma che solo l’intelletto può penetrare, e con cui (ma perciò anche in pari tempo con tutti quei mondi visibili) io mi riconosco in una connessione non, come là, semplicemente accidentale, ma universale e necessaria. Il primo spettacolo di una quantità innumerevoli di mondi annulla affatto la mia importanza di creatura animale che deve restituire nuovamente al pianeta (un semplice punto nell’universo) la materia del quale si formò, dopo essere stata provvista per qualche tempo ( e non si sa come ) della forza vitale. Il secondo, invece, eleva infinitamente il mio valore, come [valore] di una intelligenza, mediante la mia personalità in cui la legge morale mi manifesta una vita indipendente dall’animalità e anche dall’intero mondo sensibile, almeno per quanto si può riferire dalla determinazione conforme ai fini della mia esistenza mediante questa legge: la quale determinazione non è ristretta alle condizioni e ai limiti di questa vita, ma si estende all’infinito.» Kant, mwb8kCritica della ragion pratica, Roma-Bari, Laterza, 1982, pp. 197-198 (mwb8omwb8smwb8wAkademie Ausgabe mwb80(archiviato dall'mwb84url originale il 4 agosto 2020). V, 161).
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cite-note-8484. traduzione italiana della seconda parte: mwcn4Elementi metafisici della Dottrina della virtù, Sesto San Giovanni, Mimesis, 2023, a cura di Francesca Fantasia e Carmelo Alessio Meli, testo tedesco a fronte.
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Collegamenti esterni

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• mwcdw(PT) Sapere aude, su periodicos.pucminas.br, Dipartimento di Filosofia della Pontificia Università Cattolica di Minias de Gerais (PUC Minas), Brasile, ISSN 2176-2708. (rivista semestrale di filosofia ad mwcd0accesso aperto di classe A2 secondo CAPES-Brasil; archivio mwcd4online mwcd8dal 2010)